[Smash Repression] Torino: Comunicato 17 dicembre 2022 – Smash Repression – Questo é solo l’inizio! [ITA]

riceviamo e pubblichiamo:

Questo è solo l’inizio!

Smash Repression Torino
17 dicembre 2022

Sabato 17 Dicembre si è tenuta a Torino, così come in tante altre città dell’Italia e della Francia, una street parade contro il decreto anti-rave, uno dei primi provvedimenti del Governo di destra da poco insediato.
Una pluralità eterogenea di origini e generi diversi ha invaso la città, portando musica, danze, arte e facendo sentire la propria voce e la propria rabbia contro l’ennesima legge liberticida entrata in vigore il 30 dicembre scorso grazie allo strumento autoritario della ghigliottina che annulla qualsiasi discussione parlamentare. D’ora in avanti vengono infatti messe a rischio non solo forme spontanee di aggregazione che da secoli caratterizzano e permeano la nostra socialità, ma anche gli spazi e i luoghi “liberati” e l’espressione del dissenso possono essere ancora più fortemente repressi. Si rischiano pene molto severe, fino a 6 anni di carcere e misure preventive e d’indagine degne di reati come l’associazione mafiosa. Questo percorso inclusivo e partecipativo nasce dal basso come risposta all’introduzione di queste misure che sono frutto di una speculazione politica e mediatica ai danni di un grosso evento tenutosi nei pressi di Modena a fine ottobre. Abbiamo assistito ad una delle peggiori mistificazioni ad opera dei media main stream che in maniera nemmeno troppo abile sono riusciti a far passare i ravers e le tribes presenti come l’ennesimo nemico pubblico numero uno, contro i quali evidentemente questo Governo, in continuità con la linea di Salvini e dei governi precedenti, decide di usare il pugno di ferro. Un approccio chiaramente ideologico che si completa con il respingimento delle persone migranti, lasciate spesso per giorni a morire e soffrire in mezzo al mare e nei boschi, il carcere duro col regime del 41 bis e l’introduzione dell’ergastolo ostativo per chi lotta e non accetta la morale imposta dallo Stato. Misure che non sono né urgenti e nemmeno necessarie, sappiamo bene che i problemi sono tanti e ben altri: grazie al diffondersi delle pratiche di riduzione del danno non si muore più nei capannoni dove si fanno i rave ma si continua a morire nei luoghi di lavoro a causa del mancato rispetto delle norme di sicurezza; si soffre per la mancanza di politiche sociali adeguate che si vorrebbero ulteriormente ridimensionare, tagliando quelle che sono le attuali misure di sostegno alla povertà, in una fase dove il caro energia e l’inflazione non permettono di arrivare alla fine del mese. La nostra risposta a chi ci attacca, a chi ci vorrebbe fare passare per chi non siamo o ci vorrebbe fare scomparire è stata una piazza rumorosa, determinata e compatta, rispettosa di tutte le differenze presenti al suo interno, che ha visto sfilare a suon di musica e interventi 12 carri e migliaia di persone che si sono riprese una città da anni immobilizzata dall’impasse post-industriale e post-olimpica, dai numerosi sgomberi e ancora scossa da una pessima gestione della pandemia. Si respirava per le strade l’allegria, il fermento e la voglia di ballare, ma anche tanta voglia di riappropriarci delle nostre pratiche, di rilanciare le nostre reali istanze e riprenderci le nostre esistenze. Chiaramente media e stampa da sempre asserviti al potere si sono ben guardati dal diffondere le ragioni della nostra protesta e come prevedibile si sono limitati a far notare che per qualche ora in città abbiamo rovinato lo shopping natalizio della città vetrina!
Rilanciamo la nostra partecipazione e confermiamo la nostra presenza all’assemblea nazionale di febbraio.
Questo è solo l’inizio, lungi dal vergognarci delle nostre diversità ed unicità, scenderemo in piazza tutte le volte che sarà necessario in futuro, in tutte le città ed in tutti i territori.

Scendiamo nelle strade per riprendercele ed entriamo nei luoghi abbandonati per farli rivivere.
Porta la tua espressione libera.

Balliamo insieme, insieme lottiamo!

Smash Repression Torino

Su critiche, defezioni e comunicati

Crediamo che la nostra libertà non sia facilmente etichettabile o legata a categorie e pensiamo che inizi e non finisca dove inizia quella altrui. Di conseguenza, proponiamo quanto prima un confronto aperto, che auspichi a coinvolgere qualsiasi realtà sensibile alle tematiche politiche intorno alle quali nasce quest’assemblea.
Questa prima esperienza che vede riunite le realtà presenti ha testimoniato una forte volontà e un forte potenziale di convergenza nelle lotte, in un percorso assembleare che porta fisiologicamente alla luce attriti e divergenze.

Infatti, ciò che è emerso evidente a chi, nonostante le differenze, ha deciso di partecipare all’assemblea e alla piazza per connotarla con le proprie istanze, è una visione della politica che rifiuta tutti i tentativi di negare la natura intrinsecamente conflittuale della società.

Coerentemente, l’assemblea ha riconosciuto dal primo momento l’ ineliminabilità di sistemi di credenze divergenti e l’impossibilità di raggiungere un accordo assoluto fra tutte le parti presenti. Tuttavia, questa consapevolezza non si è tradotta nell’accettazione di “un pluralismo totale”. Sono stati dibattuti dei criteri che il movimento reputava necessari per un’azione collettiva e coesa nella sfera pubblica. Modalità che sono diventate condizioni di partecipazione all’assemblea e alla mobilitazione e indicazioni per vivere la piazza che sono state tradotte in un vademecum.

L’insieme delle varie realtà si è proposto compatto sia a livello di comunicazione che di azione uscendo con un comunicato unico affiancato da altre azioni e materiali informativi connotati dai singoli attori presenti. Il risultato è stata una piazza coesa in cui allo stesso tempo é stata espressa liberamente la diversità delle istanze presenti, comprese quelle legate al tema dell’antisessismo, denunciato come grande assente da un comunicato fatto circolare da alcune realtà politiche che hanno boicottato la piazza.

Ciò che emerge dalle pratiche condivise in assemblea è una natura politica dei limiti che ci si è dati per l’azione e non una loro presentazione come requisiti di moralità, razionalità o come qualità intrinseche di qualche cultura fissa o normativa. La nascita di un nuovo corpo politico apre una possibilità evolutiva da cui partire per rilanciare questa prima esperienza con l’idea di crearne altre in futuro. Non mancano infatti posizioni che, proprio perché hanno care le istanze di cui si è accusata l’assenza, vogliono portare avanti il percorso ribadendone l’importanza come già avvenuto in piazza. Nella pratica di rapporti antiautoritari che vogliamo costruire insieme è contenuto e va coltivato l’annullamento di privilegi ed oppressioni, per questo nei luoghi che occupiamo, siano essi strade o case, la cura per chiunque sia in difficoltà un è alla base del nostro agire comune. La retorica che descrive i luoghi libertari come non sicuri e pericolosi appartiene ai governi ed alla politica istituzionale.

Smash Repression Torino

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