[Detenidxs-27F][BCN]: Contribución anonima sobre los hechos de estos dias en barcelona [CAS]

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[Detenidxs-27F][BCN]: Aperitivo Benefit Edera SquatTorino [ITA]

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[Detenidxs-27F][BCN]: Noticias desde la ciudad de la justicia (CAS)


Aun no hay noticias. En cuanto sepamos algo os actualizamos. Como siempre la (in)justias hace de todo para dificultar la solidaridad. Las declaraciones han empezado a las 17 y probablemente van a durar hasta al menos la media noche. La concentración va a seguir hasta las 22. Esta todo muy tranquilo, no estan ni identificando. Venir a suportar lxs compi y traer comida y bebidas para mantenernos energeticxs. Compartir lo mas posible

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[Detenidxs-27F][BCN]: Llamada solidaria delante de los juzgados [CAS]

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[Pablo Hasél]: El toro no sufre, pero el contenedor tiene un sistema nervioso complejo [CAS]

Fuente: https://www.elsaltodiario.com/opinion/marc-almodovar-caso-hasel-tertulianos-contenedores

Vuelve.

Todo vuelve.

Vuelven los vinilos, los looks noventeros y el hacer pan en casa.

Vuelve el fascismo (si es que nunca se ha ido).

Vuelve la inquisición monárquica.

Vuelven los disturbios.

Y con ello, el cuñadismo ilustrado. Los tertulianos, entronados en los auténticos curas de nuestro tiempo, repartiendo moralidades. Estos no vuelven. Siempre están.

Que si así no. Que si así sí. Que qué culpa tiene el pobre mobiliario urbano.

Un ejército de monaguillos en twitter repicando.

Vuelve la siempre necesaria LDC, la Liga en Defensa del Contenedor. Pobrecito, en peligro de extinción. Que ya sabemos, leo en redes, que el toro no sufre, pero que el contenedor tiene un sistema nervioso la mar de complejo.

Vuelven los defensores del inmobiliario público que, ya se sabe, son siempre más importantes que los derechos públicos.

Hace una semana casi queman vivo a un sin techo en Barcelona, el cuarto en medio año, pero aquí las condenas a la violencia son por los contenedores.

Convertidos en los nuevos reyes del peroismo.

De los creadores del “Yo no soy racista, pero” y de su precuela “yo no soy machista, pero” hoy llega el “lo de Hasél me parece grave, pero hablemos de los contenedores”.

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[Fanzine]: After we have burnt everything [ENG]


Source: https://www.sproutdistro.com/catalog/zines/organizing/after-we-have-burnt-everything

After We Have Burnt Everything

This zine explores the after-math of the militant clashes at the 2009 NATO Summit in Strasbourg, France. It is a multi-contributor zine exploring the topic of “revolutionary strategy and emotions.” As a starting point, the zine includes an article that critiques some of the militant posturing and the attitudes of some participants within the black bloc to make a larger critique about the fetishization of militancy in anarchist circles. Following the essay, there are a series of responses that criticize and affirm many of the points the initial author(s) make. It is a useful as prompt for further thinking about strategy and the points raised are worth considering even outside of the context of the NATO Summit.

“For ten years I have run with the black bloc, seizing every chance, every moment we were strong enough, to run riot and fill the air with the sound of breaking glass and baton rounds, and the heady smells of adrenaline, gasoline, testosterone and teargas. For ten years I have stood up for the “diversity of tactics” and pushed for radicalization: from social movement to social struggle to social war. So this text is difficult for me to write…”

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Canet de Mar (BCN): Un día de ordinario régimen – La Kanka Squat [CAS]

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Canet de Mar (BCN): La Kanka Okupada [CAS-ITA]

[ITA]

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Torino: Esperienze educative libertarie dal principio della volontarietá alla fine dell’obbligatorietá (Versione originale della tesi di laurea) [ITA]

fonte: https://fenixoccupaalvolo.noblogs.org/post/2020/11/21/esperienze-educative-libertarie-dal-principio-della-volontarieta-alla-fine-dellobbligatorieta-versione-originale-della-tesi-di-laurea/?fbclid=IwAR3bDSmkzx4_uTQ6FeH3B_UkJXrIFZywfIiujLGi2l-wwgymWEkVQxFHCQQ

ABSTRACT

TESI.paolaLAI.presentazione_16aprile2020 (zip file)

ESPERIENZE EDUCATIVE LIBERTARIE DAL PRINCIPIO DELLA VOLONTARIETÀ ALLA FINE DELL’OBBLIGATORIETÀ (VERSIONE ORIGINALE della TESI DI LAUREA)

PS: in questa VERSIONE ORIGINALE della TESI DI LAUREA sono state REINTEGRATE 5 PARTI CENSURATE nella TESI DI LAUREA:

  1. Percorso tesi. Passo dopo passo – in un mix di studi teorici e di studi sul campo – la tesi di laurea prende corpo
  2. Una breve conclusion
  3. Approfondimento sulla validità del prototipo effimero – di Tobia Imperato
  4. A priori viviamo solo una parte della vita – di Gianni Milano
  5. Pensierino finale – di Mario Frisetti.
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Torino: Il Barocchio non chiude [ITA]

E così questo moderno modello che avrebbe dovuto assicurarci certezze, benessere,
comodità da esportare in tutto il mondo crolla come un castello di carte, mettendo in
luce il buon vecchio meccanismo del produci-consuma-crepa che da decenni i
movimenti denunciano e contro cui lottano.
In Italia il modello del capitalismo neoliberale basato sul consumo, si è creato il proprio
consenso attraverso una democrazia rappresentativa che altro non è che un governo
di politicanti incapaci asserviti al denaro e intenti solo a conservare il proprio potere.
Questo teatrino si dimena oggi di fronte all’emergenza sanitaria, cercando il modo di
muoversi in un territorio depredato negli anni da politiche gestionali avide e corrotte,
in una società impoverita che vede aumentare ogni giorno il divario sociale ed
economico.
Il potere statale tenta di strumentalizzare la confusione legata al continuo
bombardamento di informazioni e avvalersi dello stato di infantilismo derivante da un
sistema iper-burocratizzato che deresponsabilizza gli individui. Usa altresì il mito della
sicurezza per legittimare l’aumento della concentrazione di potere e del controllo
attraverso mezzi tecnologici, digitali e mediatici a scapito delle libertà individuali.
Crediamo sia necessario riappropriarsi della gestione della propria vita. Le misure di
autosegregazione e distanziamento messe in atto dal governo stanno comportando
delle conseguenze psicologiche e sociali che minano la capacità di agire di un’intera
generazione; il recente aumento dei suicidi, dei TSO e ricoveri in psichiatria sono un
monito del dilagare della paura e del senso di sconforto, solitudine e impotenza.
L’anarchia è oggi alternativa tangibile a tutto ciò. Per quanto il periodo renda
ingestibili le consuete cene del venerdì e della domenica, il Barocchio rimane uno
spazio per praticare l’autogestione e la solidarietà nella forma della bellavita, in netto
contrasto con la logica economica che oggi regola i rapporti sociali e produttivi. La
domenica pomeriggio, dalle 14 in poi, le porte saranno aperte al confronto, alle nuove
proposte di attività, iniziative in città, alla condivisione degli spazi di autoproduzioni e
laboratori (serigrafia, officina, falegnameria, palestra, forgia), alla cura del luogo
attraverso azioni di manutenzione della casa e dell’orto, o anche solo allo svago e ai
momenti di convivialità, per praticare insieme la realtà libertaria.

BAROCCHIO SQUAT
11/11/2020
Strada del barocchio 27, Grugliasco, TO
Bus: 17 17/ 55 56 66 44
https://barocchio.squat.net/

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Torino: Sfilata degli anticorpi – 28 anni di Barocchio Squat [ITA]

SFILATA DEGLI ANTICORPI
28 ANNI DI BAROCCHIO SQUAT
SABATO 31 OTTOBRE 2020

https://barocchio.squat.net/

Per i 28 anni di occupazione il Barocchio scende in strada con la sfilata degli anticorpi. Alta
moda pronta contagiosa. Modelli autoprodotti negli ateliers del Barocchio e a casa, nelle ore
piccole, dalle sartine torinesi. Saranno battuti all’asta la notte stessa al Barocchio squat, sulla west-
coast della nostra cefalopoli, per un pugno di vil-denaro a sostegno di radio BlackOut.
Ma soprattutto la musica nelle strade del pieno centro di Torino (Balon, Porta Pila, Municipio,
Garibaldi, Castello, cortile Carignano) si muove con i suoi imprevedibili performer e le sue
splendide indossatrici – anche travestit a e i o u – per rompere la cappa di rimbambimento che
sembra gravare da fine febbraio su ogni forma di vita sovversiva.
Mai la società si è ridotta ad essere così succube dello Stato. Pochi realizzano che non siamo
sulla stessa barca.
Nella consapevolezza che, “per il nostro bene” in nome della salute – attraverso la paura della
morte – contando sull’imbecillità di gregge, ci vengono negate le più elementari libertà:
manifestare, scioperare, riunirsi e anche esprimersi, tutto è vietato e punito. Chi si permette
qualcosa del genere non è più considerato un ribelle ma un untore, additato al pubblico ludibrio, se
non linciato in diretta. Ci restano soltanto le “libertà” fondamentali di ogni regime totalitario:
lavorare (se serve a loro) consumare (merda) e naturalmente crepare. La dittatura democratica.
Mai come in questo periodo di epidemia si è avvertita la potenza manipolatrice della televisione.
Il resto del disastro lo mettono in scena i social nella zuffa intestinale fra pensiero unico e
negazionisti-complottisti, dove ogni critica è immediatamente bollata così, e il pensiero unico stesso
provvede a rifornire, anche sottobanco, di copiose idiozie i propri detrattori.
La natura specialistica (medica) della questione epidemica è l’ideale per il monopolio di Stato e
la centralizzazione da parte del Potere.
Assistiamo allo sfondamento della terminologia imperiale di moda, che conferisce una vernice
di autorevolezza (?) e di scientificità (?) ai nostri carcerieri: lockdown, cluster, coronavairus
imperversano fra un range e uno step, non solo sulle bocche di politici ignoranti e impresentabili,
ma purtroppo sono l’ABC insostituibile nei discorsi correnti – sono i termini del contesto – non ci si
può esprimere diversamente da questo linguaggio ridicolo e servile, pena non essere capiti. Quando
il cretinismo avanza, uscire dalla palude significa isolamento e sospetto.
In politica, dopo alcune intuizioni geniali della critica radicale all’inizio della “pandemia”
(esempio: il virus è stato costruito in laboratorio è un prodotto di Stato, traetene le conseguenze)
arenatesi sull’indimostrabilità scientifica, è calato un tragico silenzio della mente, che si manifesta
con penosi continui farfugliamenti, battibecchi di chiesette e ubriacature internettistiche.
Come cento anni fa l’estrema destra approfitta dell’immobilismo e cavalca, snaturandole in
modo demagogico, le espressioni di critica più estreme: il covid non esiste, siamo tutti no-vax e no-
mask (generale Pappalardo e gilè arancioni). E i fascisti tornano prepotentemente in piazza per
impadronirsene, berciando libertà-libertà… e sventolando insulsi tricolori.
La risposta è un anno di tragico nulla delle piazze sovversive e antagoniste, che non riescono a
esprimere alcuna contestazione se non in sporadiche e isolatissime azioni – ormai calndestinizzate –
Siamo vicini ad un punto di non ritorno, nel senso che la libertà che ci hanno tolto non tornerà
più. Ricordando che la privazione della libertà è una violenza, bisogna cominciare a reagire in modo
corale a tutte le violenze cui siamo sottoposti, non bastano più performer e gesti individuali.
Bisogna trovare il bandolo della matassa e agire, subito di conseguenza, con estrema durezza ma
soprattutto insieme. E magari illegalmente, visto che le libertà conquistate ce le siamo lasciate
sfilare in nome della salute, di fronte ad una minaccia di morte.
Agire subito, senza aspettare l’ora d’aria.
Sennò la fine dell’epidemia sancirà la fine della nostra libertà individuale.


Mario Frisetti Schizzo
Torino, 1 novembre 2020

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Against War in Արցախ | Qarabağ: Decolonial, antifascist and ecofeminist statement from Armenia [ENG]

Against War in Արցախ | Qarabağ Decolonial, antifascist and ecofeminist statement from ArmeniaOctober 12, 2020 Before proceeding with our statement, let us state that we found it important to situate our position in circumstances stemming from very specific geographic and political conditions and decisions which preceded the unfolding of war in 2020. Violence is not abstract and quietist; neither should we be.  THE (COLONIAL) ORIGINS OF THE CONFLICT The Արցախ / Qarabağ conflict, a dispute over the landlocked region labeled as “Nagorno-Karabakh” in the so-called “South Caucasus,” is a colonial product dating back to the early Soviet times when Joseph Stalin – then acting as the Commissar of Nationalities for the Soviet Union, made a decision to transfer Արցախ / Qarabağ, inhabited by a majority of indigenous Armenian population, under the control of oil-rich Azerbaijan SSR, in order to strengthen its own alliance with then seemingly pro-socialist Ataturk’s Turkey. During Soviet years the Nagorno-Karabakh Autonomous Oblast (NKAO) remained a self-governing territory within the jurisdiction of Soviet Azerbaijan, with a majority Armenian and a minority Azerbaijani, Russian, Ukrainian, Belarusian, Greek, Tatar and Georgian populations until the end of USSR.  THE MODERN PERIOD AND THE 1988-1994 WAR In February 1988, after decades of experiencing biased and oppressive, settler colonialist policies of Azerbaijani SSR towards the Armenian population in NKAO, mass demonstrations in favor of Արցախ / Qarabağ’s unification with Armenia were held first in the region’s capital Stepanakert and then in Yerevan. Soon, the NKAO Supreme Council issued a request to transfer the region to Soviet Armenia. These attempts of self-determination, however, were met by an anti-Armenian genocidal pogrom in the coastal Azerbaijani city of Sumgait, and then two similar pogroms in Kirovabad and Baku, the latter in January 1990. Such tensions quickly evolved into guerilla warfare between the two sides, and on September 2, 1991 the Nagorno-Karabakh Republic was proclaimed in Stepanakert, and then approved through a referendum in December. It was met with rejection by Soviet Azerbaijan’s government once again, boycotted by the region’s 20% Azerbaijani population, but democratically passed with 99,98% voting “for” the independence. Azerbaijan declared its independence from the Soviets only a month later, on October 18. Despite the fact that the very rationale of Azerbaijan’s independence is grounded in the self-determination principle of international law, reserved in the Law on Secession from the USSR and the USSR Constitution and protected in Chapter I, Article I of the UN Charter and the International Covenant on Civil and Political Rights as a right of “all peoples,” NKAO’s own declaration of independence — an attempt to undo Stalin’s unjust imperial maneuver—was met with denial and violence, thus making the newly-born Azerbaijani Republic no less than a colonizing state itself. The clashes grew into a full-scale destructive war of 1992-1994, where post-Soviet Russia (more openly) and NATO ally genocidal Turkey (more discreetly) were taking sides based on their geopolitical goals and imperialist ambitions, leading to a volatile ceasefire based on the Bishkek Protocol in 1994. Tens of thousands, including civilians were killed during the war that witnessed horrible episodes such as the Khojaly massacre of Azeri civilians, hundreds of thousands were displaced from both sides, and a large part of the once NKAO plus 7 adjacent territories ended up under the control of the Armenian forces.

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COVID19: Sistema immunitario [ITA]

Testo di un naturopata francese:
′′ E’ alquanto fastidioso che giorno dopo giorno e sempre di più, nel cuore della pandemia, i mezzi di comunicazione non danno spiegazioni sul funzionamento del nostro sistema immunitario. Siamo costantemente esortati a cercare protezione esterna che ci salvi: acquistare maschere, acquistare gel idroalcolici (senza specificare che questi gel non devono essere usati per diversi giorni di fila perché, a base di etanolo, elimineranno la prima barriera immunitaria naturale del nostro corpo: le batteri e film lipidi della nostra pelle, che è una barriera per i virus… [Questo è dovuto anche all’uso eccessivo di prodotti antibatterici negli ultimi anni, e ad un malinteso sul ruolo dei batteri nella nostra immunità, che i nostri corpi diventano più sensibili anno con anno.] Più usiamo questi gel a base di alcool, più permeabili e sensibili ai virus diventa l’epidermide… Diamo priorità ai saponi classici! Poi i media iniziano a parlarci di una soluzione che verrebbe anche da fuori: un futuro trattamento farmacologico o un vaccino le cui valutazioni dell’autorizzazione all’immissione in commercio saranno sicuramente trascurate per motivi di ′′ emergenza “… In che MOMENTO è stato spiegato alla popolazione che tutti hanno la capacità di rafforzare naturalmente il proprio sistema immunitario in pochi giorni (i giovani) o in poche settimane? Questo certamente non eviterebbe la diffusione del virus, ma rafforzerebbe le nostre difese contro di lui e quindi ridurrebbe la proporzione di casi gravi, per guarire molto più velocemente a casa. Perché non coinvolgere nei canali informativi, che dedicano il 95 % del loro tempo su questo argomento per diverse settimane, ai professionisti della sanità che parlano di prevenzione, come nutrizionisti, naturopati, omeopati,, fitoterapisti, che potrebbero realizzare un immenso lavoro di informazione e prevenzione vicino al pubblico e così alleviare i medici che sono in prima linea? Perché non dire alla gente che mangiare spazzatura, come i prodotti industriali trasformati e raffinati, è la prima cosa che distrugge le nostre difese immunitarie? Che l’efficienza del nostro sistema immunitario dipende strettamente dalla qualità della nostra flora intestinale (e quindi dalla qualità di ciò che mangiamo) Che verdura e frutta viva, cruda, locale e stagionale sono il modo migliore per incrementare rapidamente le nostre riserve minerali, necessarie per l’immunità. Perché non spiegare che il digiuno rafforza il sistema immunitario in soli 3 giorni? Perché non parlare dei benefici della doccia fredda che in pochi giorni aumenta il livello di alcuni linfociti T? Perché non spiegare che piante come l’echinacea, l’astragalo, il sambuco, lo scaramusso, nelle loro forme concentrate, aumentano le difese immuni in poche settimane? (allora avremmo avuto tempo da quando è apparso il virus…) Perché non parlare dell’efficacia degli oli essenziali antivirali, oltre a Vit C ad alte dosi e minerali traccia come zinco e selenio? Perché non parlare dell’importanza dell’attività fisica e degli studi recenti che provano la rapida efficacia dello yoga per rafforzare il sistema immunitario? Perché non spiegare che la paura è un potente immunosoppressore? E perchè invece è l’unica emozione trasmessa in questo momento dai principali media che generano un livello d’ansia che indebolisce ogni giorno di più…? Perché non spiegare alle persone che hanno dentro di esse un potenziale di difesa e guarigione che è infinitamente più potente di qualsiasi droga al mondo e che può essere attivata rapidamente? Il nostro CORPO è una vera macchina per la guarigione. In questo periodo in cui finalmente abbiamo del tempo, è tempo di interessarci al nostro proprio funzionamento, rivendicare il nostro potere personale, prendere il controllo della nostra salute e del nostro futuro.

Giovedì dalle 11 alle 13 sulle libere frequenze di Radio Blackout 105.250 esploreremo l’argomento!

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Il premio catastrofe [ITA]

fonte: https://ilsimplicissimus2.com/2020/06/06/il-premio-catastrofe/

Il crollo del paradigma che ha accompagnato l’occidente dalla seconda guerra mondiale in poi, ma fondato nell’età delle rivoluzioni, è sotto gli occhi di tutti: la disgregazione geopolitica e la perdita di potere relativo rispetto al resto del mondo fino a qualche decennio fa impotente, va di pari passo con quella politica e sociale: se qualcosa è visibile ad occhio nudo e senza bisogno di alcun microscopio concettuale, quella è la riorganizzazione oligarchica ed autoritaria del sistema globalista che fino ad ora si era in qualche modo mimetizzato scambiando la moneta buona delle libertà sociali e dei diritti con quella fasulla del consumismo sfrenato e della permissività narcisistica, facendo finta che avessero il medesimo valore. Poi, proprio all’inizio del secolo, le oligarchie hanno aperto un nuovo mercato parallelo ovvero quello dello scambio tra libertà e sicurezza aperto dalla stagione del terrorismo.

Tutto ha funzionato egregiamente fino a che il trasferimento di ricchezza reso possibile da questa logica sociale e antropologica non  ha talmente aumentato le disuguaglianze e impoverito i ceti popolari e medi da suscitare una reazione la cui forza non era stata messa in conto e contro la quale è stato anche poco efficace la mobilitazione dei ceti colti collaterali al globalismo che hanno invece dimostrato la loro subalternità.  Così le oligarchie del denaro hanno cominciato ad alzare la posta affinché gli avversari fossero impauriti da qualche bluff: ed ecco che dai meandri di una scienza ormai inscindibilmente legata e collegata al capitale, è arrivato il virus fine di mondo. una sindrome influenzale e niente di più, ma preparata da anni di simulazioni e di esternazioni nei think tank, per essere l’incarnazione della peste. Lo si capisce benissimo dal fatto che governi ormai sussidiari alle politiche economiche siano stati presi dal panico e si siano rivolti a quelli che venivano considerati guru dell’ epidemiologia per di loro cosa fare e quale sarebbe stato l’impatto dell’epidemia. In particolare a “modellizzare” lo sviluppo del contagio e grosso modo il numero dei morti atteso è stato il  matematico Neil Ferguson dell’Imperial College di Londra e il dottor Richard Hatchett della CEPI (Coalition for Epidemic Preparedness Innovations), ex collaboratore del segretario alla Difesa USA, Donald Rumsfeld. Questo è davvero straordinario perché entrambi questi personaggi  hanno dietro di sé una clamorosa scia di fallimenti: in particolare Ferguson, previde nel 2002 50 mila morti per la famosa mucca pazza e in 30 anni le vittime presunte sono state 198; nel 2005,  affermò che fino a 200 milioni di persone sarebbero state uccise dall’influenza aviaria, ma in tutto il pianeta si ebbero 48 morti; nel 2009  Ferguson e il suo team dell’Imperial College  informarono il governo che l’influenza suina o H1N1 avrebbe probabilmente ucciso 65.000 persone nel Regno Unito. Alla fine ne sono morte 457. Questa volta ha previsto mezzo milione di  morti in Gran Bretagna che non ci sono ovviamente stati, ma qualunque persona si chiederebbe come mai ci sia ricolti a queste persone per avere dei lumi.

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60 milioni di morti [ITA]

fonte: https://ilsimplicissimus2.com/2020/06/08/60-milioni-di-morti/

C’è una strana e tragica coincidenza tra previsioni: all’inizio i modellatori epidemici alla Neil Ferguson prevedevano 60 milioni di morti nel mondo a causa del Covid, adesso la stessa cifra viene prevista da un istituto di ricerca inglese  per i decessi causati dai disastri sanitari ed economici dovuti alla paura del virus. Insomma la previsione apocalittica iniziale sbagliata o dolosamente falsata per soddisfare le brame vaccinali di Big Pharma e filantropi assortiti, ha destato tanto allarme da rischiare di ottenere lo stesso effetto attribuito al virus, ma per altre cause. Adesso i decessi attribuiti al virus, secondo criteri e protocolli a dir poco incerti e gonfiati,  sono circa 300 mila, una cifra 200 volte inferiore a quella che ha fatto andare in tilt il mondo e  la metà di quelle provocate delle normali ondate di influenza stagionale. Ma come in un feroce contrappasso, questa follia avrà un costo umano enorme, che in un certo senso sostituirà il virus.

I morti sono in realtà sono pochi su scala planetaria e pochissimi se si tiene conto che dappertutto, anche per ragioni di lucro, le cifre sono state gonfiate a dismisura grazie anche a test del tutto inaffidabili, come molti medici denunciano o come si comincia a vedere dalle marce indietro  degli organi ufficiali, come ad esempio l’Istituto superiore di sanità che il 5 giugno ci ha fatto sapere di non essere in grado di stabilire la reale causa di morte dei 33 mila e passa spacciati tout court come vittime del Covid, parandosi così il sedere rispetto ad ogni eventualità futura di indagini: già li sento, “Noi non abbiamo mai detto… sono stati i media, è stato il governo…” Come se ciò non bastasse la massima causa di decessi sia in Europa che in Nord America è stato dovuto a terapie sbagliate nella fase iniziale (nonostante dalla Cina fossero arrivate indicazioni precise sul fatto che si che il virus inducesse  trombosi e non provocasse polmonite) , ma soprattutto alla demenziale concentrazione proprio delle persone a rischio negli ospedali o nelle Rsa, queste ultime oltretutto con molto personale precario, dunque con contratti in due o tre strutture diverse che ha contribuito alla diffusione del virus. Tutto questo, assieme alle segregazioni che si sono rivelate non solo inutili ma addirittura controproducenti oltre che assurde e divisive permettendo, anzi obbligando la continuazione di alcune attività e bloccandone altre, ha causato una crisi dei sistemi sanitari nella loro totalità  per cui ogni altra patologia è stata trascurata e messa da parte : i cardiologi sia in Italia, che in Germania denunciano l’aumento esponenziale dei decessi per infarto (+ 30%) mentre è più che raddoppiata la mortalità per le altre patologie cardiovascolari; dal canto loro gli oncologi denunciano l’effetto nefando della sospensione delle cure contro i tumori, mentre si comincia a calcolare in termini statistici  il numero di morti dovuto al rinvio di interventi, di accertamenti diagnostici, di visite di controllo o del semplice intervento del medico di famiglia divenuto praticamente inaccessibile.

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Medioevo: in attesa di dormire sotto i ponti [ITA]

fonte: https://ilsimplicissimus2.com/2020/04/11/medioevo-in-attesa-di-dormire-sotto-i-ponti/i

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Volete veramente capire come funziona il Coronavirus? Bene non c’è alcun bisogno che vi dedichiate alla virologia, una materia evidentemente  piuttosto ostica per la premiata sanità lombarda che si è squagliata e che ha commesso errori su errori in preda al panico, no basta vedere cosa è successo nel mondo: Sanders si è ritirato dalla lotta per le elezioni presidenziali Usa, la BlackRock la più grande società privata di investimenti  è stata a chiamata a gestire il flusso di denaro della Federal reserve, i gilet gialli in Francia hanno dovuto assopire le loro lotte, in Ungheria ci sono le leggi speciali, dovunque è stata sdoganata l’idea di una restrizione delle libertà individuali e le facoltà di controllo massivo sono arrivate al loro diapason mentre l’Italia è diventata la Grecia ed è in attesa di essere depredata con  un governo di incapaci e di felloni al limite del ridicolo cerca di dire che non è successo nulla e rincara la dose di paura e di miliardi immaginari per tenersi in sella. Al potere globalista è bastato fare bau per sparigliare il mazzo che presentava cattive carte, bruciare un po’ di ricchezza fasulla e incamerarne di vera, di fare carne di porco della crescente opposizione alla sua ideologia e alle sue prassi.

Proprio bau perché tutti i dati purché letti in maniera corretta e non narrati come pare a lor signori dicono che ci si trova davanti a una sindrome influenzale per la quale comincia a profilarsi l’ipotesi che la sia pure scarsa letalità sia stata provocata più che altro da errori di interpretazione diagnostica e dunque di terapia: la polmonite interstiziale sembrerebbe entrarci poco, mentre si tratterebbe di tromboembolia venosa generalizzata, soprattutto polmonare causata dal fatto che molti pazienti sono rimasti con la febbre alta per giorni e giorni senza che si intervenisse per bloccare né la temperatura alta né l’infiammazione. Se così fosse, come sembrerebbe dalla 50 autopsie fatte – il numero più elevato in tutto il mondo – non servono a niente le rianimazioni e le intubazioni perché bisogna innanzitutto prevenire queste tromboembolie: se si ventila un polmone dove il sangue non arriva, non serve a nulla ed è anzi causa di morte perché il problema è cardiovascolare, non respiratorio, sono le microtrombosi venose, non la polmonite a determinare la fatalità. In poche parole ciò che si è fatto fino ad ora non solo non sarebbe servito a nulla, ma sarebbe stato persino controproducente e infatti dopo che in alcuni ospedali il Sacco di Milano , il San Gerardo di Monza e Sant’ Orsola di Bologna  è stato sperimentato il Clexane ( un farmaco antirombotico) in contemporanea col cortisone, la situazione è cambiata molto e nelle aree in cui operano questi nosocomi le ospedalizzazioni sono crollate verticalmente.  La colpa non è dei medici che come tutti non nascono imparati, ma del panico apocalittico indotto ad arte che ha costretto ad agire in fretta, con indicazioni sommarie tanto più che il virus era già mutato rispetto a quello originario, nato chissà come. Insomma sembrerebbe che ne ha uccisi più la terapia e il panico che il virus.

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L’uomo mascherato [ITA]

fonte: https://ilsimplicissimus2.com/2020/04/09/luomo-mascherato/

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Mi rendo conto che cercare di capire qualcosa in questo gran baccano di morte artefatta,  introdurre qualunque elemento di razionalità sia di per sé una sfida all’autorità e dunque degno di censura, perché anche un solo granello di lucidità potrebbe precipitare allo stato solido una soluzione sovrassatura di confusione e retorica: dopotutto c’è anche caso di accorgersi che il Covid più che un virus, peraltro non più preoccupante di quello della suina di una decina di anni fa,  è un’ occasione per spezzare definitivamente ciò che rimane di conquiste  e speranze sociali,  di portare il discorso sui meri ” diritti creaturali” del vivente  che furono all’inizio degli anni ’80 l’arma con la quale si portò al patibolo il pensiero del conflitto storico e sociale, lasciando come residuo quello debole, troppo debole in effetti contro il capitale. Ma per carità non voglio inerpicarmi su un terreno filosofico e torniamo al sodo, ovvero al racconto dell’epidemia che oggi alla reclusione forzata, inutile a salvare vite, ma solo a nascondere il vero stato della sanità – in Lombardia però ne abbiamo avuto qualche esempio –  ma anche destinata ad endemizzare il Covid, nuovo strumento di governo e di paura. Da qualche giorno viviamo la saga della mascherina che molti governatori vorrebbero rendere obbligatoria  benché essa sia sconsigliata dall’Oms, dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo della malattie e persino dal Ministro della salute, perché non solo non ferma il virus, ma dà un falso senso di sicurezza, può anzi aumentare il rischio di contagio con la sua manipolazione e infine costituisce possibile causa di assembramenti per procurarsele a prezzi da mercato nero, peraltro  non sono più sopportabili da una popolazione lasciata senza aiuti e senza lavoro. Quest’ultima cosa la dico per chi ancora non abbia capito la presa in giro di Conte.

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Una pandemia llamada autoridad [CAS]

fuente: https://lapandemiaeslautoridad.noblogs.org/

Este compilado nace de la necesidad de aunar puntos de vista de distintxs compañerxs y algunos textos que consideramos pertinentes para profundizar la crítica al fenómeno social de la pandemia del coronavirus, ademas de apuntar a la práctica, en una sociedad de control cada vez más violenta y una crisis que manifiesta nuevamente el fracaso de la sociedad capitalista. El propósito es conformar perspectivas anárquicas antiautotitarias en una realidad donde la información es aislada, superficial y tecnocrata, y que es resguardada para instituciones, donde los discur sos fluctúan entre la socialdemocracia y posturas ecofascistas, racistas y patriarcales; otorgándole más poder a los aparatos represivos, generando discursos fragmentarios que se pierden entre tanta letra, entre la condición evasiva del mundo virtual, donde se desconectan las practicas y análisis de las resistencias contra el nuevo modelo de control social.

Por otro lado la información está al alcance de la mano, donde sólo se decidió compilarla para proponer un mapeo general de los acontecimientos y análisis desde distintos enfoques y experiencias acerca del virus, y plantear perspectivas que señalen a la autoridad como principal responsable de la
miseria social, de la devastación de los ecosistemas, sea capitalista o estatal.
Ademas de la necesidad del auto cuidado y la conformación de lazos en un contexto cada vez más difícil para cualquier forma de vida. No se trata de ser especialistas ni tecnocratas; se trata, más bien, de conformar maneras de resguardo, enfrentamiento y estrategias de acción, de generar preguntas
y profundizaciones sobre una realidad que tiene muchas aristas, pero que no difumina el carácter explotador de la civilización del capitalismo, como tecnomundo, como control social y mental.
Los textos provienen de diversos orígenes, como webs anarquistas, foros, periódicos. Varios de ellos se producen en el desarrollo mismo de los acontecimientos; otros se centran en las posibles consecuencias y causas del fenómeno, y distintos tipos de enfoques en su dimensión devastadora,
tanto practica como social, ademas de guías de autocuidado hecho por compañerxs. Es evidente que puede sobrar o faltar material, y hay vasta información y puntos de vista que se pueden seguir adheriendo. Pero lo importante es sugerir un, seguro incompleto, mapeo actual sobre los últi-
mos acontecimientos acerca de la pandemia tanto en su análisis como la multiformidad de enfoques que se están llevando a cabo, que sirva como material de apoyo agitativo, para reflexionar y decidirse a conformar formas de vida horizontales y de respeto con la naturaleza, comprender que
estamos en una situación donde el apoyo mutuo es capaz de vencer la paranoia, donde el autocuidado y autonomías son fundamentales para seguir adelante entre compas y cercanxs, en que no estamos solxs ni lo estaremos nunca en la lucha contra toda forma de control, para la necesidad de pasar a la acción contra el sistema de dominación, aprender críticamente acerca de lo que está sucediendo, y no menos importante: afilar la lucha permanente contra toda miseria autoritaria.
El libro está dividido por temáticas que en muchos casos se pueden confundir, pero es para darle una estructura pensando en lxs lectorxs, y que sea más ágil en la búsqueda. Los textos de análisis engloban gran parte de la extensión debido a que es lo que más encontramos, y también para vi-
sualizar las diferentes posturas que se han ido desarrollando a medida que evoluciona la crisis y los estados de excepción.

Por ultimo, el libro no tiene como propósito erigir una verdad acerca de la significación de todas las variantes del conflicto, tampoco existen respuestas claras que se interpreten de la misma manera. Su objetivo, más bien, es plantear, evidenciar y reflexionar acerca de algunas posturas desde una iniciativa individual con apañe colectivx, y abrir preguntas con fines prácticos y contrainformativos para el enfrentamiento contra la autoridad y otros virus en la crisis permanente del capital, y por sobre todo, por la expansión de la anarquía.


Abajo los muros de las cárceles!
Solidaridad y apoyo mutuo contra paranoias y pandemias!
Contra la miseria, la rebelión!
Viva la anarquía!

Algunxs anarquistas

Cualquier aporte para nuevos números, crítica o comentario, al mail:
lapandemiaeslautoridad@riseup.net

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Poland: Polish MPs set to debate abortion ban while lockdown prevents protest [EN-ES]

ENGLISH, ESPAÑOL más abajo

The Polish government, taking advantage of the pandemic and the ban on assemblies, will vote tomorrow (15.04) on the anti-abortion law. So far, all attempts to introduce anti-abortion laws have met with huge protests all over the country. (look for: 🏴 The Black Protest Poland)
The project “Stop Abortion” prohibits the termination of pregnancy when research indicates possibility of a severe and irreversible impairment of the fetus or its incurable life-threatening illness.

💣This law means in practice a complete ban on abortion‼️ Every year in Poland more than one thousand abortions are performed in hospitals, and 95% are performed due to foetal malformations. The right to terminate a pregnancy for the other two reasons (rape or threat to a woman’s health and life) is almost not realized today – last year a total of 26 legal procedures were performed.

👀 People cannot show openly their objections now, so the protests take place in the queue to the shop, posters can be seen attached to cars, bicycles, on balconies, in windows. 🚲🚌🚗🏠
A lot of people show their opposition on social media.
I hope that the law will not come into use
Please S H A R E 📢 this post! This case can’t go unnoticed. 💪🙏👁
.
.
[ESP]
‼️A mis amigos extranjeros‼️ COM PÁR TE LO‼️

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[CoronaVirus] Sorpresa: il Covid è un salvavita [ITA]

fonte: https://ilsimplicissimus2.com/2020/04/02/sorpresa-il-covid-e-un-salvavita/m

A febbraio il signor Roberto Burioni, in arte medico piddino e appartenente all’ordine di San Raffaele del Privato, disse che non c’era alcuna possibilità che l’epidemia di coronavirus si allargasse all’Italia che non occorreva preoccuparsi, mentre qualche giorno fa ha detto ci sono almeno 6 milioni di contagiati, un numero peraltro molto inferiore a quelli che sarebbe lecito desumere da ciò che è avvenuto e avviene altrove e da studi che danno cifre superiori ai 10 milioni. Ma anche così questo ci dice due cose: la prima è che l’indice di  letalità a questo punto scende drasticamente e si avvicina a quello dell’influenza se non a un livello addirittura inferiore; la seconda è che la prigionia del Paese è stata del tutto inutile a fermare il contagio che, come ormai sappiamo, si stava diffondendo da molto prima che comparissero le misure di carcerazione domiciliare. Quindi vediamo che il signor Burioni ha completamente cambiato parere, cosa assolutamente ammissibile se il succitato medico non fosse alla testa di un associazione privata chiamata  “Patto trasversale per la scienza”, nata  a suo tempo per appoggiare la campagna vaccinista, ma che adesso ha asseverato tutte le mosse del governo sulla base di conoscenze che non aveva e che recentemente ha cominciato ad attaccare con esposti alla magistratura chiunque dissenta dall’ apocalittica informazione ufficiale, come è capitato a Byoblu.

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